Barbara De Ponti (Milano, 1975), artista e ricercatrice, vive e lavora a Milano. La sua ricerca si avvale di fondi archivistici, ampi studi di indirizzo storico e scientifico e collaborazioni con diverse professionalità. Si interessa alle relazioni tra pratica artistica e saperi geografici. Questo processo stratifica geografia, antropologia, storia e architettura del paesaggio, dando vita a dispositivi di carattere relazionale. Sono esposti in mostre e contenuti in progetti ospitati in istituzioni nazionali e internazionali. Ha conseguito la laurea in Pittura e un master per la Comunicazione dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. È docente di Storia dell'Arte Contemporanea in alcune accademie di Milano.
Nel 2016, le opere che costituiscono Clay Time Code, ottenute dello studio dell’archivio geologico in collaborazione con il paleontologo dott. Luca Santucci, sono state ospitate dal Museo Internazionale della Ceramica, dal Museo Carlo Zauli e dal Museo di Scienze Naturali di Faenza. Nel 2018 espone i risultati di questa sua indagine sul tempo nella mostra Forma Mentis presso la galleria Viasaterna, Milano. Nel 2023 le opere del progetto sono acquisite dal Museo di Arte Contemporanea della Valle d'Aosta, Castello Gamba, e sono inserite da Giulia Bortoluzzi in Equorea, presso Building Gallery, Milano. Nello stesso anno realizza Pleistocenic Plankton, una istallazione site specific commissionata da Volvo Studio, Milano. Nel 2015, la Casa dell’Architettura di Roma, presso l’ex Acquario Romano, sede dell’Ordine degli architetti del Lazio, ha inaugurato
l’installazione permanente site-specific To Identity, frutto delle indagini pluriennali svolte presso l’Archivio Capitolino e della collaborazione con l’architetto Antonio Stella Richter. Nel 2011 è stata invitata dal Politecnico di Milano a produrre e presentare la performance Mantero_Op. cit. 2011, ritratto del fondatore del Politecnico Bovisa realizzato a partire dalle fonti della sua biblioteca personale. Nel 2010 ha collaborato con il Planetario Hoepli di Milano e il conservatore e astrofisico dott. Fabio Peri per realizzare l’istallazione vincitrice di LED Award La luce naturale delle stelle. Nel 2009 ha realizzato Planning Constellation, 45° 28’ N, 9° 12’ E, lavoro di stratificazione geografica, architettonica e antropologica sulla città di Milano e Speaking Thinks, progetto con le medesime premesse, ideato per la città di Delft in cui era in residenza presso il centro id11.
Nuove traiettorie di ricerca e occasioni di confronto con interlocutori e spazi sono nate per De Ponti dalla partecipazione alle residenze d’artista, come nel caso dell’esperienza svolta a Palermo in occasione di Manifesta12 (2018) che ha avviato il dialogo con l’Erbario, archivio dell’Orto Botanico dell’Università di Palermo, per il progetto It’s Time to Sprout proposto in Casino Palermo, esposizione organizzata da Viasaterna, Milano. Ha partecipato inoltre a Dolomiti Contemporanee a Borca di Cadore (2015), Viafarini in residence a Milano (2014) e Fondazione Massone a Recco (2012). Nel 2021 e nel 2022 ha preso parte ai campi glaciologici dell’Università degli Studi di Milano dando avvio al progetto Alpina, di cui è autrice con Fabio Marullo. Nel 2022 la ricerca è stata selezionata dalla commissione artistica internazionale del MuSe di Trento per la mostra We Are the Flood presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas di Trento.
Nel 2014 ha pubblicato il libro Isolario, Ed. Postmediabooks, frutto di un lavoro di ricerca curato da Alessandro Castiglioni, con contributi di Matilde Marzotto Caotorta, Elio Franzini ed Ermanno Cristini e nello stesso anno è invitata a presentarlo al convegno Are There Geographies? Artistic practice and geographical researches, presso la Triennale di Milano.