Il workshop
Take Care Of è un’azione laboratoriale di Barbara De Ponti sviluppata presso il
PAV Parco Arte Vivente.
Il centro di ricerca, voluto da Piero Gilardi, ospita pratiche artistiche interessate a processi partecipativi e Natura, nel suo significato più ampio.
L'essere umano ha compreso presto la forza simbolica della terra e le potenzialità della sua manipolazione, una tra le prime azioni creative consapevoli volte a migliorare diversi ambiti della vita della nostra specie. Il workshop Take Care Of, prima di questa sua tappa al PAV, nasce dal più ampio progetto avviato nel 2024 a Forlì e si concentra sull’idea di cura come gesto artistico e politico: grazie alla collaborazione con diverse realtà che operano in ambito sociale, affronta il tema come pratica concreta che coinvolge mente, corpo, materia e relazione. In questo ambito, nel Podere Agricolo della Casa della Legalità, sul terreno recuperato dalla alluvione dell'anno precedente, l’artista si confronta con la comunità di persone con fragilità e i professionisti che quotidianamente operano sul campo con i quali inizia a registrare la traccia delle loro mani nell’argilla.
Anche al PAV al centro dell'azione del workshop si ripercorreranno i gesti del prendersi cura nelle varie e possibili declinazioni, inserendosi nelle attività educative che trasformano lo spazio espositivo in un laboratorio attivo, un ambiente vivente e trasformativo, dove il pubblico è parte del processo.
A completare e aggiungere riflessioni utili alla realizzazione del workshop sara la ̀presentazione di Alessandro Castiglioni con il suo libro
Teorie dei climi edito da Postmediabook (2023), in cui è presente anche Clay Time Code altro progetto di De Ponti.
L'autore, conservatore senior e vicedirettore presso il Museo MA*GA di Gallarate, rielabora criticamente il rapporto tra clima e carattere individuale ribaltando posizioni inattuali e problematiche. Le scienze e le pratiche geografiche assumono nella nostra contemporaneità un significato del tutto nuovo. Non vi è solo un discorso di rappresentazione e documentazione ma, in modo più
ampio, la pratica geografica si afferma come una pratica di consapevolezza del mondo, di conoscenza: un atto di scoperta e d'amore.