La luce naturale delle stelle di Emanuele Beluffi – Espoarte 65, 2010

«E quindi uscimmo a riveder le stelle», scriveva il Sommo Poeta nell’ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia. E il far vedere le stelle a Milano, nonostante l’inquinamento luminoso di cui la metropoli soffre da tempo, è lo scopo del nuovo progetto di Barbara De Ponti (1975, Magenta; vive e lavora a Milano), già vincitore del concorso Led 2009 e prossimo a partecipare al Festival Internazionale della Luce che si terrà a Milano nel Dicembre 2010.

Avevamo visto Barbara De Ponti lo scorso anno in occasione della mostra 45° 28′ N, 9° 12′ E. Planning Constellation da Ciocca Arte Contemporanea a Milano. E dopo la residenza per artisti id11 a Delft, l’artista milanese ritorna ora, sempre in collaborazione con Ciocca Arte Contemporanea, con questa proposta irriverente: illuminar d’immenso il Civico Planetario “Ulrico Hoepli” di Milano, con un progetto intrinsecamente connesso alla luce e al suono. Un’installazione realizzata direttamente sulla cupola del Planetario, con nastri biadesivi costituiti da masse adesive acriliche viscoelastiche.
E con l’impiego di LED luminosissimi, da cui promana una luce fredda di due differenti intensità. Realizzata in sinergia con l’astrofisico Fabio Peri (Conservatore del Planetario), il consulente scientifico Paolo Amoroso e il sound artist olandese Maarten Punselie, autore dell’installazione sonora che accompagna il progetto, creata in modo da farne coincidere le cadenze con le coordinate delle stelle. Rispettando l’esatto ordinamento della mappatura celeste e sperimentando il punto di vista della divinità (guardar gli astri dall’alto).

Un planisfero stellare, quindi, contraltare del globo terracqueo, replica isomorfica delle costellazioni della Lepre, dell’Unicorno, dell’Hydra, di Cassiopea, Cefeo, Orione e i due Carri, ossia di quelle costellazioni riconoscibili, anche ad occhi meno usi a contemplare il cielo, fra il 20 e il 21 marzo, data che coincide con l’equinozio di Primavera. Di sotto in su e viceversa. C’è tutta la poetica di Barbara De Ponti in questo nuovo progetto: come i disegni di luce della mostra ordinata precedentemente negli spazi espositivi di Ciocca Arte Contemporanea riproducevano progetti architettonici evocandone il concetto di familiarità della forma attraverso la realizzazione della mappa astrale del tessuto architettonico cittadino, così ora questo globo stellare, da guardare dall’alto, con gli occhi della divinità, attraverso codeste corrispondenze fra cielo e cielo, ripropone l’antico detto paracelsiano, «come sopra così sotto», che sembra improntar di sè l’ultima produzione dell’artista milanese, tessitrice di un ordito luminoso di notevole impatto suggestivo e, piace aggiungere, educativo.